- Negoziati avviati: il 6 novembre 2026 la Commissione europea ha annunciato l’avvio dei negoziati bilaterali con Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia per estendere il Roam Like at Home.
- Nessuna data: il regime non è ancora operativo. Servono accordi con i singoli Paesi, il loro pieno allineamento alle norme UE sul roaming e una successiva decisione del Consiglio.
- Nel frattempo: per i clienti italiani restano valide le attuali condizioni di roaming, che variano per operatore e offerta, affiancate dalle iniziative volontarie tra operatori attive dal 1° ottobre 2023.
Usare la propria offerta mobile italiana in Albania o in Serbia senza sovrapprezzi è diventato un obiettivo negoziale ufficiale dell’Unione europea, ma non è ancora una realtà. Come riporta MondoMobileWeb, la Commissione europea ha avviato i negoziati con i sei Paesi dei Balcani occidentali per includerli nell’area del Roam Like at Home. Per operatori, MVNO e aziende con attività nella regione si apre una fase di transizione che conviene gestire con metodo.
Cosa è successo
Il 6 novembre 2026, con una nota ufficiale, la Commissione europea ha comunicato l’avvio dei negoziati bilaterali con Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia per la futura estensione del regime europeo di roaming. Secondo MondoMobileWeb, l’avvio dei colloqui era stato anticipato dalla Presidente Ursula von der Leyen durante il suo viaggio nei Balcani occidentali nell’ottobre 2026.
L’annuncio chiude la fase preparatoria di un iter cominciato all’inizio dell’anno:
- 25 febbraio 2026: la Commissione propone al Consiglio dell’Unione europea di autorizzare l’apertura dei negoziati con i sei Paesi;
- giugno 2026: il Consiglio UE autorizza l’avvio dei colloqui;
- 6 novembre 2026: la Commissione conferma che i negoziati bilaterali sono partiti.
L’obiettivo dichiarato è integrare progressivamente i sei Paesi nell’area di applicazione del Roam Like at Home. A iter concluso, chi viaggia tra l’Unione europea e i Balcani occidentali potrà chiamare, inviare SMS e usare dati mobili senza sovrapprezzi di roaming, alle condizioni previste dalla regolamentazione europea.
Il percorso, però, è ancora lungo. Come precisato dalla Commissione e riportato da MondoMobileWeb, prima vanno conclusi gli accordi bilaterali con i singoli Paesi, che dovranno allinearsi pienamente alle norme UE sul roaming. Solo dopo la Commissione inviterà il Consiglio a estendere l’area del Roam Like at Home, includendo i Paesi che avranno soddisfatto le condizioni. Gli accordi saranno collegati agli attuali accordi di stabilizzazione e di associazione tra l’UE e i partner della regione. Al momento non è stata comunicata alcuna data per l’effettiva estensione.
Le regole che si applicherebbero
Il Roam Like at Home consente ai clienti degli operatori dei Paesi aderenti di usare la propria offerta nazionale anche negli altri Paesi inclusi, senza costi aggiuntivi di roaming. Restano però le politiche di utilizzo corretto e le eventuali soglie sul traffico dati: per internet mobile possono essere previsti limiti di Giga utilizzabili in roaming, calcolati anche in base al costo dell’offerta nazionale.
Perché riguarda anche te
Oggi, per i clienti degli operatori italiani, nei sei Paesi continuano ad applicarsi le condizioni di roaming attuali, che possono variare in base all’operatore e all’offerta sottoscritta. Dal 1° ottobre 2023 sono attive iniziative volontarie tra operatori mobili dell’UE e dei Balcani occidentali per ridurre le tariffe di roaming, ma, sottolinea MondoMobileWeb, non equivalgono al Roam Like at Home: le condizioni dipendono dagli operatori aderenti. All’interno della regione esiste inoltre un accordo regionale che prevede condizioni agevolate per i cittadini dei Paesi coinvolti.
L’integrazione nel regime europeo punterebbe a superare questo mosaico di iniziative volontarie con un quadro regolamentare comune. Le ricadute pratiche sono diverse a seconda di chi legge:
- Operatori, ISP mobili, OLO e MVNO: nella lettura Nexim, il passaggio da accordi volontari a un regime regolato inciderà sui rapporti wholesale con le controparti balcaniche, sulla configurazione delle zone tariffarie, sulla fatturazione e sulle politiche di utilizzo corretto. Chi distribuisce servizi mobili dovrà aggiornare offerte e comunicazioni alla clientela.
- Aziende con personale, cantieri o fornitori nell’area: fino all’estensione effettiva, il costo del traffico di tecnici, commerciali e autisti dipende dal contratto in essere. Una cattiva configurazione dei profili può generare spese impreviste.
- Famiglie e viaggiatori: nessun automatismo per ora. Chi parte verso questi Paesi deve verificare la propria offerta, senza dare per scontate le condizioni valide nell’Unione europea.
Come proteggersi / Cosa fare
Le indicazioni che seguono si basano su buone pratiche di settore e vanno adattate alla singola realtà.
- Mappare gli accordi di roaming in essere con operatori di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, verificando scadenze, condizioni e l’eventuale adesione alle iniziative volontarie attive dal 1° ottobre 2023.
- Preparare i sistemi a un cambio di zona: per operatori e MVNO, conviene censire in anticipo gli impatti su piani tariffari, rating, fatturazione e CRM di un eventuale spostamento dei sei Paesi nell’area Roam Like at Home, tenendo conto che l’inclusione potrebbe avvenire Paese per Paese.
- Rivedere le politiche di utilizzo corretto e il calcolo delle soglie dati in roaming, perché nel regime europeo sono legate anche al costo dell’offerta nazionale.
- Comunicare con chiarezza ai clienti che l’avvio dei negoziati non equivale all’applicazione del Roam Like at Home, per evitare reclami ed equivoci nei prossimi mesi.
- Per le aziende, verificare i contratti mobili aziendali: come sono classificati i sei Paesi, quali bundle sono disponibili e quali costi si applicano a voce, SMS e dati.
- Impostare avvisi e limiti di spesa sulle utenze di chi viaggia nell’area e, per soggiorni lunghi, valutare SIM o eSIM locali o pacchetti dedicati.
- Monitorare l’iter istituzionale: la conclusione dei singoli accordi bilaterali e la successiva richiesta della Commissione al Consiglio sono i passaggi che segnaleranno l’avvicinarsi dell’estensione.
Il punto di vista Nexim
Da operatore di rete leggiamo l’annuncio come un segnale politico forte, ma con tempi che restano aperti: la stessa fase preparatoria ha richiesto circa nove mesi tra proposta e avvio dei negoziati, e ora servono accordi Paese per Paese. Per chi gestisce relazioni carrier, la finestra attuale è il momento giusto per rivedere gli accordi con le controparti balcaniche e preparare i sistemi, senza attendere una data che non c’è. Un’estensione graduale, Paese per Paese, richiederà configurazioni flessibili e una gestione ordinata delle interconnessioni. Su questi temi gli operatori possono confrontarsi con partner wholesale strutturati, come quelli che aderiscono alla piattaforma wholesale Nexim per operatori, per arrivare pronti al cambio di regime.
Fonti
- Roaming UE nei Balcani occidentali: avviati i negoziati per estendere il Roam Like at Home – MondoMobileWeb
