Nexim Italia annuncia l’attivazione del primo Master Control Room (MCR) sul territorio nazionale interamente nativo SMPTE ST 2110, con operations attive 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Un’infrastruttura progettata per accompagnare broadcaster, produzioni live e media company italiane nella transizione dal mondo SDI a quello IP, in linea con gli standard adottati a livello internazionale dai principali player del settore.
Architettura tecnica
L’MCR Nexim è costruito su un’architettura IP completamente conforme alla famiglia di standard SMPTE ST 2110, che separa i flussi essenziali della produzione broadcast:
- ST 2110-20 per il video non compresso
- ST 2110-30 per l’audio PCM
- ST 2110-40 per i metadati ancillari
- ST 2059 per la sincronizzazione PTP (Precision Time Protocol)
Il routing è gestito tramite fabric IP ad alta capacità, con controllo NMOS per la discovery e la registrazione dei device, garantendo interoperabilità con i principali vendor del settore.
Operations 24/7
Il presidio è affidato a un team di broadcast engineer specializzati, operativo senza interruzioni e integrato con il NOC Nexim. Questo consente una gestione end-to-end della catena trasmissiva, dal contribution feed alla distribuzione multipiattaforma, con escalation procedurale e SLA dedicati.
Ridondanza e continuità
L’MCR è interconnesso all’infrastruttura ContentHub di Nexim, che garantisce dual-path in fibra ottica su percorsi geograficamente separati. La continuità operativa è ulteriormente rafforzata da sistemi di backup energetico, raffreddamento ridondato e monitoring proattivo dei flussi.
Casi d’uso
L’MCR Nexim è progettato per supportare scenari di produzione complessi:
- Centralizzazione delle regie per broadcaster multi-canale
- Remote production su eventi sportivi e live
- Playout e channel-in-a-box
- Contribution e distribuzione internazionale
- Workflow ibridi con integrazione cloud
Un passo per l’industria
L’adozione nativa di SMPTE 2110 non è solo un aggiornamento tecnologico: ridefinisce il modo in cui la televisione viene prodotta e distribuita, abilitando flessibilità, scalabilità e nuovi modelli operativi che il workflow SDI tradizionale non consentiva.
