Nexim Italia opera la prima Master Control Room italiana progettata nativamente su standard SMPTE ST 2110, con presidio operativo 24/7/365. Un’infrastruttura pensata per broadcaster, produzioni live e media company che stanno completando la transizione dall’SDI all’IP.
Perché IP-native, e non semplicemente “IP-ready”
La differenza è sostanziale. Un MCR IP-native è costruito attorno ai principi dello standard SMPTE 2110 fin dalla progettazione: separazione dei flussi essence (video, audio, ancillary), sincronizzazione tramite PTP (SMPTE ST 2059), routing basato su NMOS. Non si tratta di incapsulare SDI dentro pacchetti IP, ma di ripensare l’intera catena di produzione e distribuzione.
Caratteristiche tecniche principali
- Trasporto SMPTE ST 2110-20/-30/-40 su rete deterministica a bassa latenza
- Sincronizzazione PTP con grandmaster ridondati
- Ridondanza hitless SMPTE ST 2022-7 su path fisicamente diversificati
- Supporto flussi uncompressed fino a UHD e codifica JPEG-XS per contribution
- Integrazione con ContentHub Nexim su dual-path fibra
- Multiviewer IP e sistemi di QC continuativi
Operatività 24/7: cosa significa concretamente
Il presidio continuativo è affidato a operatori con competenze specifiche in broadcast engineering e networking deterministico. Gli SLA sono definiti non solo sulla disponibilità dell’infrastruttura, ma anche su tempi di intervento e ripristino in caso di anomalia sui flussi.
Per un broadcaster significa poter contare su un interlocutore tecnico qualificato in qualsiasi fascia oraria, incluso il supporto durante eventi live e finestre di playout critiche.
Casi d’uso
- Playout centralizzato per canali lineari con distribuzione multi-destinazione
- Contribution di eventi live con JPEG-XS e ridondanza satellitare
- Ingest e distribuzione verso piattaforme OTT, DTT e affiliate
- Disaster recovery per MCR on-premise di broadcaster nazionali
Il contesto italiano
La transizione all’IP nel broadcast italiano è in fase avanzata, ma il mercato sconta ancora una carenza di infrastrutture nazionali IP-native con presidio continuativo. La disponibilità di un MCR di questo tipo abilita architetture ibride e migrazioni graduali, senza obbligare i broadcaster a investire ex novo nell’intera stack tecnologica.
