La colocation in datacenter certificati è tornata al centro delle strategie infrastrutturali delle imprese italiane. Le ragioni non sono solo tecniche: la direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, ha ampliato in modo significativo il perimetro dei soggetti obbligati a garantire misure adeguate di continuità operativa, gestione degli incidenti e sicurezza della supply chain ICT.
Perché TIER III e TIER IV fanno la differenza
Le certificazioni Uptime Institute definiscono standard oggettivi di ridondanza e disponibilità. Un datacenter TIER III garantisce concurrent maintainability, ovvero la possibilità di eseguire manutenzione su qualsiasi componente senza interruzione dei servizi. Il livello TIER IV aggiunge la fault tolerance: la struttura continua a operare anche in presenza di un guasto singolo su qualsiasi elemento dell’infrastruttura.
In termini di SLA, si passa da un 99,982% (TIER III) a un 99,995% (TIER IV) di disponibilità annua.
Cloud privato su infrastruttura dedicata
La colocation Nexim consente di ospitare cloud privati su hardware dedicato, senza multi-tenancy nascosta a livello di storage o compute. Questo modello risponde a esigenze specifiche:
- Prevedibilità delle performance, senza noisy neighbor
- Controllo diretto sulla configurazione hardware e sui cicli di vita
- Separazione fisica del dato, requisito frequente in ambito sanitario, finanziario e PA
- Sovranità del dato: infrastruttura in territorio italiano, sotto giurisdizione UE
Disaster Recovery e continuità operativa
La replica tra siti geograficamente distribuiti è uno dei requisiti impliciti degli obblighi NIS2 su continuità del servizio. Nexim supporta scenari di DR sincrono e asincrono, con RPO e RTO calibrati sulla criticità dei carichi di lavoro. I collegamenti inter-site sono realizzati su fibra dedicata dual-path, riducendo il rischio di single point of failure sulla rete di trasporto.
NIS2: cosa cambia per il CdA
Uno degli aspetti meno discussi della NIS2 è la responsabilità diretta degli organi di amministrazione sull’adozione di misure tecniche e organizzative. Non si tratta più di un tema delegabile alla sola funzione IT. Una colocation certificata, con documentazione tecnica completa e audit trail verificabili, è uno degli elementi con cui costruire una compliance sostenibile nel tempo.
