Un’ora senza rete: il conto vero e la checklist per evitarlo

Backup FWA 5G, doppia tratta geografica, MTTR contrattuale: i punti da verificare prima di firmare un contratto di connettività business.

Un'ora senza rete: il conto vero e la checklist per evitarlo

Quanto costa un’ora senza rete? Dipende dall’azienda, ma la domanda giusta non è «se» succederà, bensì «quando» e «per quanto tempo». Un e-commerce fermo nell’ora di picco, un centralino muto durante una campagna commerciale, una filiale che non può emettere fatture elettroniche: in tutti questi casi il danno non si limita al mancato fatturato dell’ora, ma si estende a produttività persa, ticket di assistenza, penali verso clienti, reputazione. Per chi firma il contratto di connettività, la business continuity non è un dettaglio tecnico: è una voce di bilancio.

La buona notizia è che oggi gli strumenti per ridurre il rischio sono maturi e accessibili anche per una PMI. La meno buona è che non tutti i contratti li includono davvero, e il confine tra una ridondanza vera e un’etichetta commerciale si capisce solo leggendo le clausole. Questa checklist nasce per aiutare titolari, CFO e responsabili IT a porre le domande giuste prima della firma.

Prima di tutto: quanto vi costa davvero un’ora di fermo

Il calcolo è meno complicato di quanto sembri. Prendete il fatturato annuo, dividetelo per le ore lavorative effettive e aggiungete una stima della produttività persa dei dipendenti bloccati. Il risultato è una cifra che spesso stupisce la direzione finanziaria e che diventa il metro per decidere quanto investire in continuità. Un’azienda che perde qualche migliaio di euro per ogni ora di down non può permettersi un contratto con SLA generici e tempi di ripristino «best effort».

Da questo numero discendono due parametri contrattuali che vanno pretesi in forma scritta: lo SLA di disponibilità (espresso in percentuale annua) e soprattutto il MTTR, il Mean Time To Repair, cioè il tempo massimo entro cui il fornitore si impegna a ripristinare il servizio. Uno SLA al 99,9% senza un MTTR definito lascia margini di interpretazione pericolosi.

Backup di connettività: FWA 5G come secondo accesso

La prima linea di difesa è un accesso secondario su tecnologia diversa dalla principale. Se la fibra entra in sede attraverso una certa infrastruttura, il backup deve viaggiare su un mezzo indipendente: tipicamente FWA 5G, che non condivide gli stessi cavidotti né gli stessi apparati di ultimo miglio. In caso di guasto a un pozzetto, a una centrale o a una tratta scavata male da terzi, il traffico critico continua a passare.

Da verificare in contratto:

  • Il backup è attivo-attivo o entra in funzione solo al fallimento della linea primaria?
  • Qual è la banda garantita sul secondario e quali servizi restano operativi (VoIP, gestionale, VPN)?
  • Lo switch avviene in automatico e in quanti secondi?
  • Chi gestisce router e failover: voi o il fornitore?

Doppia tratta geografica: la ridondanza che conta davvero

Per le aziende che non possono fermarsi, il passo successivo è la doppia tratta geografica: due fibre che raggiungono la sede percorrendo strade fisicamente diverse e atterrando su PoP distinti del backbone. È la differenza tra una ridondanza nominale e una ridondanza reale: se il percorso è lo stesso, un unico guasto le abbatte entrambe. Da chiedere esplicitamente in fase di progetto una mappa dei path, con conferma della separazione fisica fino al nodo di raccolta.

La checklist da portare al tavolo

  1. SLA di disponibilità con percentuale annua chiara e penali automatiche in bolletta.
  2. MTTR contrattuale in ore, non solo tempo di «presa in carico» del ticket.
  3. Backup di connettività su tecnologia alternativa, con banda garantita documentata.
  4. Doppia tratta geografica per le sedi critiche, con separazione fisica certificata.
  5. IP statico e, dove serve, routing BGP per non perdere la raggiungibilità applicativa durante lo switch.
  6. NOC H24 raggiungibile in italiano, con escalation definita.
  7. Un unico referente commerciale e tecnico, per non rincorrere call center durante un disservizio.
  8. Test di failover periodici programmati e documentati.
  9. Procedura di comunicazione dei guasti: come e quando venite avvisati.
  10. Clausole di uscita e di rimborso in caso di SLA ripetutamente violato.

Come Nexim affronta la continuità

I piani business di Nexim sono costruiti attorno a questi principi. Il profilo Pro include il backup FWA 5G come dotazione standard, uno SLA al 99,9% con penali contrattuali e un account manager dedicato: la configurazione tipica per una PMI che non vuole sorprese. Il profilo Dedicated alza l’asticella con fibra simmetrica fino a 10 Gbps, doppia tratta geografica ridondata, SLA 99,99% e MTTR di quattro ore, routing BGP e firewall enterprise. Alle spalle c’è un backbone proprietario dual-path, datacenter Tier III a Milano e Roma e un NOC attivo 24 ore su 24 in italiano, con un solo contratto e una sola fattura.

Se state valutando un rinnovo o una nuova sede, è il momento di mettere la continuità al centro della conversazione. Scoprite i piani business e richiedete una verifica di copertura: in ventiquattro ore lavorative riceverete un preventivo scritto con SLA, backup e MTTR nero su bianco.