- Due settimane di attacchi. Secondo Il Sole 24 Ore, a ottobre il gruppo NoName ha colpito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e diverse aziende della logistica italiana.
- Attacchi lampo. Cloudflare ha contato 18,2 milioni di attacchi DDoS a livello di rete: il 96% dura meno di 10 minuti, troppo poco per una reazione solo manuale.
- Tendenza in crescita. Nel terzo trimestre 2026 Cloudflare segnala un aumento del 208% degli attacchi: la difesa va preparata prima dell’ondata successiva.
Il Sole 24 Ore lo ha definito l’«ottobre nero» della logistica italiana: per due settimane il gruppo NoName ha preso di mira il Mit e diverse aziende del settore. Letto insieme agli ultimi dati di Cloudflare, il caso mostra che gli attacchi di negazione del servizio sono ormai brevi, frequenti e ripetuti. E che la partita si vince soprattutto prima che comincino.
Cosa è successo
Nella ricostruzione pubblicata il 3 novembre, Il Sole 24 Ore descrive una campagna di cyberattacchi durata due settimane che ha coinvolto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e un gruppo di aziende della logistica. Il quotidiano attribuisce l’offensiva a NoName, sigla che la nostra redazione inquadra nel filone delle campagne di attacchi DDoS contro siti istituzionali e aziendali. Per l’elenco delle realtà coinvolte e per gli effetti sui singoli servizi rimandiamo all’articolo originale: qui ci concentriamo sul meccanismo e sulle contromisure.
In un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) un gran numero di dispositivi, spesso compromessi e coordinati da remoto, invia contemporaneamente traffico verso un bersaglio. L’obiettivo non è rubare dati, ma rendere irraggiungibile un sito, un portale o un’applicazione, saturando la banda disponibile oppure le risorse dei server che devono rispondere alle richieste.
I numeri più recenti aiutano a capire perché queste campagne siano difficili da gestire. Come riporta Hardware Upgrade, Cloudflare ha registrato 18,2 milioni di attacchi DDoS a livello di rete e il 96% è durato meno di 10 minuti. Secondo quanto riporta JAMMA, sempre sulla base dei dati Cloudflare, nel terzo trimestre 2026 gli attacchi sono cresciuti del 208%, con giochi e casinò tra i principali bersagli.
Il quadro che ne emerge è quello di offensive costruite per ondate: colpi di pochi minuti, ripetuti nell’arco di giorni, con il bersaglio che può cambiare da un’ora all’altra. Un attacco che si esaurisce in pochi minuti rischia di finire prima ancora che qualcuno apra un ticket; ma se si ripete per due settimane, l’effetto cumulato su reputazione, operatività e fiducia dei clienti può diventare rilevante.
Perché riguarda anche te
La logistica è una catena, e ogni anello espone servizi online: portali di tracciamento delle spedizioni, sistemi di prenotazione degli slot di carico, interfacce di scambio dati con clienti e fornitori, aree riservate per autotrasportatori e spedizionieri. Quando uno di questi servizi diventa irraggiungibile, anche solo a intermittenza, l’impatto può propagarsi a chi dipende da quelle informazioni per organizzare il proprio lavoro.
Per le pubbliche amministrazioni il caso del Mit è un promemoria: i siti istituzionali sono bersagli ad alta visibilità, scelti anche per il loro valore simbolico. Per le aziende, in particolare le PMI che lavorano come fornitori di filiere più grandi, il rischio è duplice: essere colpite direttamente oppure subire le conseguenze dei disservizi di un partner. Il fatto che, secondo Cloudflare, tra i settori più bersagliati compaiano giochi e casinò conferma che nessun comparto può considerarsi fuori dal raggio d’azione.
Per le famiglie l’effetto è più indiretto ma concreto: un portale pubblico che non risponde, un tracciamento pacchi bloccato, un servizio online temporaneamente inaccessibile. E nei momenti di disservizio crescono le occasioni per truffe e messaggi ingannevoli che sfruttano la confusione.
Come proteggersi / Cosa fare
Le azioni che seguono si basano su buone pratiche di settore riconosciute nella difesa dagli attacchi DDoS.
Per aziende e PA
- Portare la mitigazione a monte. Un attacco volumetrico satura il collegamento prima ancora di arrivare al firewall aziendale. Verificate con il vostro operatore o fornitore se il traffico può essere filtrato nella sua rete, prima che raggiunga la vostra linea.
- Puntare sull’attivazione automatica. Se la gran parte degli attacchi si esaurisce in meno di 10 minuti, una difesa che si attiva solo dopo una segnalazione manuale arriva tardi. Preferite soluzioni sempre attive o con attivazione automatica al superamento di soglie definite.
- Mappare i servizi esposti e le dipendenze. Censite siti, portali, API, DNS, VPN e servizi di posta raggiungibili da Internet, e stabilite quali sono critici per la continuità operativa. Non esponete pannelli di amministrazione se non è indispensabile.
- Scrivere un piano di risposta DDoS. Definite ruoli, catena di escalation, criteri di attivazione delle contromisure e messaggi pronti per clienti e cittadini. Provatelo con esercitazioni periodiche: un piano mai testato raramente funziona al primo colpo.
- Fissare i contatti con l’operatore prima dell’emergenza. Tenete a portata di mano i riferimenti del centro operativo di rete del vostro provider, concordate in anticipo le procedure di intervento sui vostri indirizzi IP e verificate i tempi di risposta previsti dal contratto.
- Ridurre i punti singoli di guasto e documentare. Valutate DNS ridondati, distribuzione dei contenuti su più punti e limiti al numero di richieste a livello applicativo. Conservate i log durante gli episodi e segnalate gli incidenti alle autorità competenti, come CSIRT Italia, secondo gli obblighi applicabili alla vostra organizzazione.
Per utenti privati
- Usate solo canali ufficiali durante i disservizi. Se un portale pubblico o un servizio di spedizione non risponde, attendete o consultate i canali ufficiali dell’ente o dell’azienda. Diffidate di SMS, email o messaggi social che propongono link alternativi o richiedono dati personali.
- Mettete in sicurezza router e dispositivi connessi. Cambiate le password predefinite e aggiornate il firmware di router, telecamere e altri oggetti connessi: i dispositivi trascurati sono quelli che più facilmente finiscono arruolati nelle reti usate per gli attacchi.
Il punto di vista Nexim
Dal punto di vista di chi gestisce una rete, il dato sulla durata degli attacchi è il più importante: in pochi minuti non c’è tempo per decidere, c’è solo il tempo per eseguire ciò che è stato preparato. Per questo la protezione efficace nasce da tre elementi da mettere a punto in tempo di pace: filtraggio del traffico il più vicino possibile all’origine, procedure condivise tra cliente e operatore, test periodici. Una campagna come quella descritta dal Sole 24 Ore, fatta di ondate ripetute, premia chi ha automatizzato la risposta e penalizza chi conta sull’intervento manuale. Chi vuole capire come impostare un modello di difesa di questo tipo può partire dalla nostra pagina sulla protezione DDoS e la sicurezza di rete, usandola come base per un confronto con i propri fornitori.
Livello di rischio
Alto. Secondo Il Sole 24 Ore la campagna ha colpito per due settimane un ministero e diverse aziende di un settore strategico come la logistica, a conferma della capacità di sostenere offensive prolungate. I dati Cloudflare, con un aumento del 208% nel terzo trimestre 2026 e il 96% degli attacchi di rete sotto i 10 minuti, indicano una minaccia in crescita e difficile da contrastare senza contromisure predisposte in anticipo.
Fonti
- Cyberattacchi, l’«ottobre nero» della logistica italiana: NoName colpisce Mit e aziende per due settimane – Il Sole 24 Ore
- Cloudflare: 18,2 milioni di attacchi DDoS di rete, il 96% dura meno di 10 minuti – Hardware Upgrade
- Cyberattacchi, Cloudflare: +208% nel terzo trimestre 2026. Giochi e casinò tra i principali bersagli – JAMMA
