Immaginate un comune di media dimensione: il municipio nel centro storico, due uffici distaccati in periferia, quattro plessi scolastici e un poliambulatorio convenzionato. Ogni giorno, da quelle sedi, partono richieste di certificati, iscrizioni online, prenotazioni di visite, lezioni con i tablet, trasmissioni di dati sanitari. Quando la rete rallenta o si ferma, non è un disservizio informatico: è un servizio al cittadino che si interrompe. È qui che la connettività smette di essere una voce di bilancio tra le altre e diventa infrastruttura critica, al pari dell’energia elettrica.
Il problema tipico: sedi diverse, esigenze diverse, un’unica responsabilità
Il responsabile ICT di un ente multi-sede si trova quasi sempre davanti allo stesso quadro: contratti di connettività stratificati nel tempo, operatori differenti per municipio, scuole e strutture sanitarie, SLA disomogenei, visibilità frammentata sui guasti. A questo si aggiungono i vincoli normativi, che negli ultimi anni si sono fatti più stringenti: compliance AgID, direttiva NIS2, GDPR per i dati sanitari, accessibilità WCAG 2.1 per i servizi digitali esposti al cittadino. Il RUP, dal canto suo, deve far quadrare tutto con una procedura di acquisto trasparente e tracciabile, scegliendo tra CONSIP, MePA o gara autonoma a seconda degli importi e delle convenzioni attive.
Il rischio concreto è duplice. Da un lato, la rete non regge i picchi: la mattina in cui parte un bando di concorso o l’avvio dell’anno scolastico, i portali vanno in ginocchio. Dall’altro, la procedura di acquisto si allunga perché la documentazione tecnica non è pronta nel formato richiesto, oppure perché l’offerta non copre uno dei requisiti del capitolato.
Dallo scenario alla soluzione: una rete sola, pensata per l’ente
L’approccio ragionevole, in questi casi, è smettere di trattare ogni sede come un contratto a sé e disegnare un’unica rete che tenga insieme tutto. Una rete MPLS dedicata collega municipio, uffici distaccati, plessi scolastici e strutture sanitarie, con classi di servizio distinte: la fonia e la videoconferenza su una corsia preferenziale, il traffico amministrativo su un’altra, la navigazione degli studenti o degli ospiti segregata e limitata. L’interconnessione SPC consente l’accesso ai servizi del Sistema Pubblico di Connettività e al Cloud SPC, mantenendo i dati in Italia.
La segregazione delle reti è il punto che fa la differenza quando arriva un audit NIS2: un ufficio tecnico non deve poter raggiungere, per errore o per intento, i segmenti dove transitano cartelle cliniche o anagrafiche. Allo stesso modo, la protezione DDoS applicata a monte, sulla rete dell’operatore, evita che un attacco volumetrico raggiunga mai il portale dell’ente: viene fermato prima.
Come Nexim affronta il percorso con la PA
Nexim mette a disposizione degli enti la stessa infrastruttura che usa per aziende e operatori: data center Tier III a Milano e Roma, NOC presidiato 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, un unico interlocutore che accompagna l’ente dalla fase di analisi fino alla gestione quotidiana. Il percorso tipico si articola in quattro passaggi.
- Analisi dei requisiti. Lettura del capitolato, mappatura delle sedi, verifica dei vincoli AgID, NIS2 e GDPR, individuazione delle integrazioni SPC necessarie.
- Progetto e offerta. Architettura di rete, misure di sicurezza, livelli di servizio e documentazione pronta per CONSIP, MePA o per la partecipazione a gara.
- Attivazione e collaudo. Installazione presso le sedi, configurazione degli apparati, verifica di accessibilità WCAG 2.1 AA sui servizi esposti, sign-off congiunto con l’amministrazione.
- Gestione H24. NOC dedicato, procedure di escalation, raccordo con il CSIRT nazionale e report periodici.
Scuole, sanità, utilities: una stessa logica, declinazioni diverse
Lo stesso impianto si adatta a contesti differenti. Nelle scuole significa connettività per i plessi, supporto al registro elettronico, didattica a distanza e reti separate per i dispositivi degli studenti in modalità BYOD. In ambito sanitario si traduce in reti ospedaliere stabili, trasporto affidabile per telemedicina e fascicolo sanitario elettronico, trattamento dei dati conforme al GDPR. Per le aziende di servizi pubblici — energia, acqua, rifiuti — entra in gioco anche la componente mobile e IoT, con SIM e APN dedicati per smart metering, gestione delle flotte e tracciamento degli asset sul territorio.
Che cosa guardare prima di firmare
Chi deve scegliere un fornitore per la PA farebbe bene a verificare pochi punti concreti, al di là delle brochure: la disponibilità effettiva su CONSIP e MePA con la documentazione già impostata per la procedura, la presenza di data center in Italia, un NOC presidiato con tempi di presa in carico contrattualizzati, la capacità di segregare realmente le reti per rispondere agli audit, l’esperienza nell’interconnessione SPC. Sono i dettagli che, in corso d’opera, fanno la differenza tra una fornitura che funziona e una che diventa un problema aperto per anni.
Se state preparando un capitolato, una richiesta di offerta su MePA o una gara per la connettività del vostro ente, potete scoprire i servizi Nexim per la Pubblica Amministrazione e richiedere la documentazione utile alla procedura.
