Il responsabile wholesale di un ISP riceve una richiesta che vale sei cifre di ricarico annuo: un cliente enterprise con sedi in cinque Paesi europei e un hub a Dubai chiede connettività gestita, SLA stringenti e un unico interlocutore. La parte commerciale si chiude in tre settimane. Poi comincia la parte difficile: trovare carrier locali, negoziare NNI, aspettare provisioning, allineare contratti SLA eterogenei. Mesi. Durante i quali il cliente, nel frattempo, può cambiare idea.
Questo è il paradosso del wholesale moderno: la domanda è veloce, l’infrastruttura no. E ogni giorno perso a cercare interconnessioni è un giorno in cui qualcun altro sta già rispondendo.
Il problema non è la capacità, è il tempo
La capacità di banda, oggi, è una commodity. Trovare 100G o 400G da qualche parte non è il problema. Il problema è trovarli dove servono, quando servono, con un unico contratto e un unico SLA. Un operatore che debba estendersi fuori dalla propria footprint tipica si trova davanti a tre strade: aprire PoP propri (CAPEX elevato, time-to-market lungo), negoziare caso per caso con i carrier locali (lenta, dispersiva), oppure appoggiarsi a un partner wholesale che abbia già fatto quel lavoro.
La terza opzione, quando è percorribile, cambia l’economia dell’operazione. Significa trasformare un progetto di infrastruttura in un ordine di servizio. Significa, in sostanza, poter dire sì al cliente senza prima dover costruire la rete.
Scenario tipico: ISP italiano, cliente paneuropeo
Immaginiamo il caso. Un ISP italiano di medie dimensioni deve servire quindici sedi distribuite tra Italia, Francia, Spagna, UK ed Emirati, con una combinazione di MPLS, uscita Internet dedicata, cloud on-ramp verso AWS e Azure, e un paio di tratte a bassa latenza tra Milano e Londra per esigenze finanziarie del cliente finale. La timeline richiesta è di sessanta giorni per il turn-up completo.
Costruire questa soluzione da zero, carrier per carrier, è irrealistico in quei tempi. Appoggiarsi a un backbone wholesale già interconnesso con gli operatori giusti nei Paesi giusti, invece, lo rende possibile. Il perimetro tecnico si semplifica: una sessione BGP, un MSA unico, un NOC a cui parlare quando qualcosa non va.
Cosa chiede davvero un carrier a un carrier
Le voci che fanno la differenza, quando un operatore sceglie un partner wholesale, non sono quelle che riempiono le brochure. Sono operative:
- interconnessioni già provisionate con i carrier nazionali e internazionali che contano, perché ogni nuovo NNI da negoziare è un progetto a sé;
- un SLA scritto nel contratto, con penali misurabili e rendicontazione mensile, non una promessa commerciale;
- un NOC carrier-grade raggiungibile sempre, con escalation chiara e interlocutori tecnici;
- un portafoglio di servizi coerente, dal transito IP alla dark fiber alla colocation, perché il cliente finale non chiede quasi mai una cosa sola.
Come Nexim affronta questo scenario
La proposta wholesale di Nexim nasce esattamente da questa logica. Il backbone proprietario è presente in 45 Paesi con 12 PoP principali, con capacità fino a 400G per link e peering diretto con i Tier-1 globali. Lo SLA è dichiarato al 99,999% e contrattualizzato nel MSA, con penali e reportistica mensile.
Il catalogo copre dodici servizi carrier sotto un unico master agreement: IP transit globale con full BGP e DDoS scrubbing incluso, dark fiber e wavelength DWDM sulle tratte di backbone, Ethernet carrier L2 ed EVPN, cloud connect verso i principali hyperscaler, rotte a bassa latenza Milano-Londra-Francoforte-Stoccolma per il trading, media connectivity con integrazione Eurovision, voice wholesale, colocation nei datacenter Tier III di Milano, Roma, Francoforte e Dubai, managed hosting, cybersecurity wholesale e connettività satellitare incluso LEO.
Il punto operativo che accorcia davvero i tempi è però un altro: i kit di interconnessione già attivi. NNI provisionati con Fibercop, Open Fiber, WindTre, Fastweb ed Eolo per l’ultimo miglio italiano; con Colt, Telefónica, Orange, BT e Telehouse London per Europa e metro; con Sparkle, RETN e Cogent per il transito Tier-1 e le rotte intercontinentali. Significa, per il wholesale customer, aprire un nuovo cliente o un nuovo Paese in giorni, non in mesi, e senza passare da gare o lead-time di approvvigionamento.
Dalla quote al turn-up in quattro step
L’onboarding è pensato per restare lineare anche su scenari multinazionali: quote con design della tratta, MSA e SLA con security questionnaire, turn-up con sessione BGP e sign-off congiunto, poi NOC H24 per tutta la vita del servizio. Tre hub operativi, Milano, New York e Dubai, in logica follow-the-sun, con dual-path internazionale via Ginevra e Parigi.
Il risultato, per chi gestisce un portafoglio wholesale, è concreto: meno fornitori da coordinare, un solo contratto, tempi che permettono di rispondere al mercato invece di inseguirlo.
Se state valutando come estendere la vostra footprint o come consolidare interconnessioni oggi frammentate, vale la pena guardare da vicino i dodici servizi carrier: scopri l’offerta wholesale di Nexim.
